Aminatu prigioniera di un aeroporto, in nome dei saharawi

Dicembre 14, 2009
Nel giorno in tutti parlano di Berlusconi, a me piace dedicare la mia attenzione ad Aminatou Haidar, alla sua battaglia, alla sua gente a me molto cara. Vi invito a leggere questo articolo e a pensare come alcune persone sono ancora capaci di lottare.

“Non mangia da ventisei giorni, decisa a far valere il diritto di tornare a casa dai suoi due figli con l’unica arma che ha: se stessa. Con quel suo corpo magro, steso su un materassino nell’aeroporto di Lanzarote, Aminatu Haidar è riuscita a diventare un problema ingombrante. Per le autorità di Madrid soprattutto, che mai vorrebbero vedersela morire come un randagio in terra spagnola. Per lo stesso Marocco che l’ha messa alla porta, vista la sua ostinazione a dichiararsi alla frontiera come saharawi e non marocchina, come vorrebbe la logica dell’occupante. Rabat che ne ha fatto una questione d’onore, da lavare con pubbliche scuse e manifestazioni di pentimento, deve sorbirsi ora i rimbrotti internazionali e una pressione crescente. Hillary Clinton ha chiamato giovedì scorso il ministro degli esteri del Marocco, Taieb Fassi-Fihri. L’Onu e la Ue hanno chiesto a Rabat di rispettare i suoi «obblighi internazionali in materia di diritti umani», lasciando che Aminatu torni a casa.

Quarantasei anni, alle spalle una vita tormentata come il suo paese mai nato, ingoiato dal Marocco nel far west che è stata la decolonizzazione spagnola. Anni in cella, torture, violenza per aver sostenuto il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi. Aminatu Haidar non ha perso in tutto questo tempo la sua forza gentile, la capacità di resistere. Dal carcere, con la complicità di un cellulare fattole arrivare clandestinamente, ha spedito le immagini delle terribili condizioni dei detenuti saharawi: i 2700 chilometri di muro costruiti per isolare il Sahara occidentale non sono riusciti a fermare la sua denuncia. Il suo impegno le è valso nel 2008 il premio Robert Kennedy per i diritti umani, lo stesso anno Aminatu è stata candidata al premio Nobel per la pace, nel 20005 il suo nome era stato proposto per il premio Sacharov.

Oggi il limbo in cui il Marocco ha confinato Aminatu Haidar, costringendola a salire sul primo volo per le Canarie per punirla della sua ostinata difesa dei saharawi, è diventato una tribuna, il suo caso quello di tutto un popolo, come lei rimasto sospeso in una terra di nessuno, tra l’arbitrio del Marocco e una generica solidarietà mai conseguente (la Ue che dà lezioni di diritti umani, per dire, non si è mai posta il problema di firmare con il Marocco convenzioni per lo sfruttamento della pesca nelle acque rivendicate dai saharawi). Parlamentari Usa hanno fatto pressione sulla segretaria di Stato Clinton. Tre premi Nobel, José Saramago, Günter Grass e Dario Fo hanno firmato una petizione promossa da artisti e scrittori chiedendo che il re di Spagna interceda presso Mohamed VI.

Il governo spagnolo tentenna: non vorrebbe coinvolgere Juan Carlos senza la ragionevole certezza che la sua mediazione potesse andare a buon fine. Bisogna lavorare di fino e in fretta. Aminatu quasi non riesce più a parlare. Maria Fernandez de la Vega, vicepremier del governo Zapatero, ha detto che farà di tutto per impedire che muoia in terra spagnola. Lunedì è già in agenda un incontro tra il ministro Moratinos e Hillary Clinton. Quasi trent’anni di lotta non violenta, invocando lo svolgimento di un referendum già deciso ma perennemente accantonato. Aminatu Haidar, con la sua bocca che non ingoia cibo, è il simbolo di questa lotta. «Se muore finiranno gli argomenti per continuare la via pacifica», ha detto Taleb Omar, primo ministro dell’autoproclamata Repubblica democratica araba dei Saharawi. «Noi difendiamo diritti nei quali l’Occidente dice di credere – ha detto Aminatu -. Eppure l’Occidente non difende noi saharawi. La nostra sola colpa è di chiedere la libertà. Ma questo in Marocco è un reato».


Domani a Roma

Dicembre 4, 2009

In realtà non ci sarò, ma solo per motivi familiari..credo che l’Italia meriti di meglio, troppe cose stanno accadendo per non alzare la voce tutti insieme. Avrei preferito un atteggiamento più deciso del mio partito ma sono certo che la base sarà presente, perchè come ha scritto Giovanna Melandri sull’Unità di ieri “Trovo straordinaria l’energia che muove questa manifestazione. Sono certa che sarà una bellissima piazza. Il nuovo PD come tu lo chiami si è fatto guidare da un riflesso antico, sbagliato. Mentre tutti noi abbiamo bisogno di ossigeno e creatività.”


Proclamato il lutto cittadino

Novembre 28, 2009

L’intera città si stringe intorno alla 46° Brigata aerea e partecipa al dolore dei familiari dei cinque militari scomparsi


ACQUA: IL GRANDE RIFIUTO di padre Alex ZANOTELLI

Novembre 26, 2009

Pubblico volentieri questa intensa lettera di Padre A.Zanotelli

 Non avrei mai immaginato che il paese di Francesco d’ Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato nelle sue Laudi la bellezza di “sorella acqua” diventasse la prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua! Giorni fa abbiamo avuto l’ultimo tassello che porterà necessariamente alla privatizzazione dell’acqua. Il Consiglio dei Ministri , infatti, ha approvato il 9/09/2009 delle “Modifiche” all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 . Queste “Modifiche” sono inserite come articolo 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Una prima parte di queste Modifiche riguardano gli affidamenti dei servizi pubblici locali, come gas, trasporti pubblici e rifiuti. Le vie ordinarie ‐così afferma il Decreto‐ di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è l’affidamento degli stessi, attraverso gara, a società miste, il cui socio privato deve essere scelto attraverso gara, deve possedere non meno del 40% ed essere socio “industriale”. In poche parole questo vuol dire la fine delle gestioni attraverso SPA in house e della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SPA quotate in borsa. Questo decreto è frutto dell’accordo tra il Ministro degli Affari Regionali, Fitto e il Ministro Calderoli. E questo grazie anche alla pressione di Confindustria per la quale in tempo di crisi, i servizi pubblici locali devono diventare fonte di guadagno. E’ la vittoria del mercato, della merce, del profitto. Cosa resta ormai di comune nei nostri Comuni? E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, oggi, portata avanti brillantemente dalla destra. A farne le spese è sorella acqua. Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo (in milioni di morti per sete!) Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti! Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione del Papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che l’”accesso all’acqua” è “diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni”. Tutto questo è legato al “diritto primario della vita”. La gestione dell’acqua per il nostro Governo è assimilabile a quella dei rifiuti! Che vergogna! Non avrei mai pensato che la politica potesse diventare a tal punto il paladino dei potentati economico‐finanziari. E’ la morte della politica! Per cui chiedo a tutti di: ‐protestare contro questa decisione del governo tramite interlocuzioni con i parlamentari, invio di e.mail ai vari ministeri… ‐chiedere ai parlamentari che venga discussa in Parlamento la Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua, che ha avuto oltre 400mila firme e ora ‘dorme’ nella Commissione Ambiente della Camera; ‐chiedere con insistenza alle forze politiche di opposizione che dicano la loro posizione sulla gestione dell’acqua e su queste Modifiche alla 23 bis; ‐premere a livello locale perché si convochino consigli comunali monotematici per dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”; ‐ed infine premere sui propri consigli comunali perché facciano la scelta dell’Azienda Pubblica Speciale a totale capitale pubblico: è l’unica strada che ci rimane per salvare l’acqua. Sarà solo partendo dal basso che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia. E’ in ballo la Vita perché l’Acqua è Vita!


9 novembre 1989 : cade il muro di Berlino

Novembre 8, 2009

Per 28 anni, dal 1961 al 1989, il muro di Berlino ha tagliato in due non solo una città, ma un intero paese. Fu il simbolo delle divisione del mondo in una sfera americana e una sovietica, fu il simbolo più crudele della Guerra Fredda. Ma l’avvento di Mikail Gorbaciov e la perestroika invadono tutta l’Europa e anche in Germania Est le cose precipitano. La sera del 9 novembre un portavoce del governo della DDR annuncia una riforma molto ampia della legge sui viaggi all’estero, la gente di Berlino est la interpreta a modo suo: il muro doveva sparire. Migliaia di persone si riunirono all’est davanti al muro, ancora sorvegliato dai soldati, ma migliaia di persone stavano anche aspettando dall’altra parte del muro, all’ovest, con ansia e preoccupazione. Nell’incredibile confusione di quella notte, qualcuno, e ancora oggi non si sa esattamente chi sia stato, dette l’ordine ai soldati di ritirarsi e, tra lacrime ed abbracci, migliaia di persone dall’est e dall’ovest, scavalcando il muro, si incontrarono per la prima volta dopo 29 anni.

 

 

Sono passati 20 anni da quel giorno, e il giudizio su quel momento non può che essere contraddittorio. Alle enormi aspettativa sono seguiti anni difficili e pericolose involuzioni. La caduta del muro di Berlino e il crollo dell’impero sovietico hanno determinato la fine di un regime, a lungo una dittatura oppressiva, incapace di costruire un’alternativa alla democrazia affermatasi nello stesso periodo in Occidente. Ma il ventennio che ne è seguito e che oggi celebriamo, è carico di fallimenti sia politici che economici. Le diverse problematiche della globalizzazione non sono state affrontate adeguatamente, creando veri e propri drammi sociali e politici, ma anche conseguenze disastrose da un punto di vista culturale ed ambientale. Il nuovo disordine mondiale, succedutosi a quel mondo bipolare, che in qualche modo aveva un ordine e regole interne, ha creato un baratro tra i più deboli e i più forti, fossero questi ultimi, paesi, classi sociali o lobby di potere. La più che diffusa conflittualità, ha evidenziato l’incapacità degli organismi internazionale e delle cosidette superpotenze, di garantire la pace e contemporaneamente si sono sviluppati predomini di piccole oligarchie in molti paesi occidentali che hanno messo in crisi la democrazia favorendo al tempo stesso, come nel nostro paese, risposte populiste con segni autoritari.

Solo in quest’ultimo anno la vittoria democratica negli Stati Uniti con Obama ha ridato speranza a molti; quella speranza di pace e democrazia che si poteva leggere negli occhi pieni di lacrime dei cittadini berlinesi venti anni fa.


In bocca al lupo segretario!

Ottobre 26, 2009

imagesbSplendida giornata di democrazia, ancora una volta il popolo democratico si dimostra all’altezza del grande compito che l’attende…al contrario di quanto troppe volte fa la nostra classe dirigente…

Moltissime persone ci invitano ma soprattutto si invitano a credere ancora in quel progetto che si chiama PD. Non disperdiamo queste risorse, e l’ennesima prova di maturità del nostro popolo…popolo che vuol contare, che vuol decidere, che se chiamato risponde con rinnovata fiducia ed entusiasmo. Starà in modo particolare a Bersani, ma un po’ a tutti noi, a tutti i livelli dimostrarci all’altezza del compito. Difficilmente si potrà tornare indietro sullo strumento delle primarie, come invece in passato il nostro segretario ha fatto intendere. Difficilmente si potrà pensare ad un partito che non si apre ad un dialogo aperto e costante con la società, con i cittadini. L’Italia ha bisogno di questo partito oggi più che mai. Bersani ha vinto è dovrà guidare al meglio questo popolo generoso. Lo dovrà fare con l’aiuto di tutti, cosa che ha per altro già detto, con il contributo dei suoi due avversari ma soprattutto con il contributo delle loro idee.Sono certo che sarà all’altezza di questo compito!

Sono personalmente contento come coordinatore cittadino della mozione Marino, del risultato fatto nella nostra città, quasi un elettore su 5 ci ha dato fiducia, ha dato fiducia alle nostre proposte alle nostre “novità”. Speriamo che anche il PD locale, a tutti i livelli sappia valorizzare queste idee e queste energie.


I pisani per Marino. Una lista piene di sorprese. Piacevoli

Ottobre 22, 2009


Ci avviciniamo al 25 ottobre

Ottobre 15, 2009

Il primo incontro che vi propongo è

Lunedì 19 ottobre, ore 17:30

Circolo ARCI Pisanova, via Frascani, Pisa

Ignazio Marino Segretario

“L’ISTRUZIONE E’ UN DIRITTO

NON UNA CONCESSIONE”

Incontro pubblico su “l’emergenza istruzione” nel nostro Paese

partecipano Ranieri Bizzarri, Lorenza Boninu, Laura Giorgi, Daniela Lastri

Alle 20:30 nella stessa sala:

CENA a sostegno di Ignazio Marino

è un primo momento su un tema molto caro al Pd e a me personalmente, seguiranno altri momenti, intanto ci potete trovare da martedi con un banchetto in corso Italia per spiegare le ragioni del nostro appoggio a Ignazio Marino.

Vi aspetto lunedì all’incontro sulla scola!


In ricordo di Anna

Ottobre 7, 2009

Sono trascorsi tre anni da quel 7 ottobre 2006, che ha assistito inerme all’assassinio di Anna Politkovskaja. Dopo di lei, altre donne e altri uomini sono stati prelevati da casa o freddati per strada. Colpevoli di aver visto troppo. Di aver detto troppo. Di essersi messi dalla parte sbagliata. Oggi la vogliamo ricordare in tanti, in molti che ancora credono alla libertà, alla tutela dei diritti all’uguaglianza. Nel mio piccolo ieri ho prentato in Consiglio Comunale una mozione per dedicare a lei, alla sua storia al suo nome, una strada, un parco o un luogo pubblico della nostra città. Voleva essere un omaggio al suo coraggio, alla sua voglia di giustizia, così forte, così pura, così coinvolgente.


La mensa ai tempi della Gelmini

Ottobre 2, 2009

Quando andavo a scuola elementare si entrava il 1 ottobre e quindi era in questi giorni che iniziava l’anno scolastico. Moltissimi bambini (…molti più di ora) invadevano le scuole di tutte le città italiane con la loro allegria, la loro voglia di vivere e di imparare. In questi ultimi anni la scuola è diventata invece luogo di scontro politico aperto, causa riforme non fatte o riforme fatte male, vedi l’ultima dell’attuale ministro Gelmini. Certo si è scritto tanto, le tesi sono le più diverse, di fatto i problemi che ha creato sono molti e ho già avuto modo di sottolinearli. Quello che volevo fare oggi è invece ringraziare l’assessore anzi, come ama definirsi lei l’assessora Chiofalo per un aspetto, se volete marginale, ma a parer mio oggi determinante nella qualità della vita delle famiglie pisane: l’apertura delle mense praticamente in contemporanea all’apertura delle scuole. Credo che sia stata la sua determinazione ad assicurare ai pisani questo servizio…e vi assicuro non è stato facile. La vorrei ringraziare pubblicamente come consigliere e come genitore, anche perchè è stata una battaglia che abbiamo condiviso insieme.