ACQUA: IL GRANDE RIFIUTO di padre Alex ZANOTELLI
Novembre 26, 2009
Pubblico volentieri questa intensa lettera di Padre A.Zanotelli
Non avrei mai immaginato che il paese di Francesco d’ Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato nelle sue Laudi la bellezza di “sorella acqua” diventasse la prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua! Giorni fa abbiamo avuto l’ultimo tassello che porterà necessariamente alla privatizzazione dell’acqua. Il Consiglio dei Ministri , infatti, ha approvato il 9/09/2009 delle “Modifiche” all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 . Queste “Modifiche” sono inserite come articolo 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Una prima parte di queste Modifiche riguardano gli affidamenti dei servizi pubblici locali, come gas, trasporti pubblici e rifiuti. Le vie ordinarie ‐così afferma il Decreto‐ di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è l’affidamento degli stessi, attraverso gara, a società miste, il cui socio privato deve essere scelto attraverso gara, deve possedere non meno del 40% ed essere socio “industriale”. In poche parole questo vuol dire la fine delle gestioni attraverso SPA in house e della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SPA quotate in borsa. Questo decreto è frutto dell’accordo tra il Ministro degli Affari Regionali, Fitto e il Ministro Calderoli. E questo grazie anche alla pressione di Confindustria per la quale in tempo di crisi, i servizi pubblici locali devono diventare fonte di guadagno. E’ la vittoria del mercato, della merce, del profitto. Cosa resta ormai di comune nei nostri Comuni? E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, oggi, portata avanti brillantemente dalla destra. A farne le spese è sorella acqua. Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo (in milioni di morti per sete!) Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti! Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione del Papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che l’”accesso all’acqua” è “diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni”. Tutto questo è legato al “diritto primario della vita”. La gestione dell’acqua per il nostro Governo è assimilabile a quella dei rifiuti! Che vergogna! Non avrei mai pensato che la politica potesse diventare a tal punto il paladino dei potentati economico‐finanziari. E’ la morte della politica! Per cui chiedo a tutti di: ‐protestare contro questa decisione del governo tramite interlocuzioni con i parlamentari, invio di e.mail ai vari ministeri… ‐chiedere ai parlamentari che venga discussa in Parlamento la Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua, che ha avuto oltre 400mila firme e ora ‘dorme’ nella Commissione Ambiente della Camera; ‐chiedere con insistenza alle forze politiche di opposizione che dicano la loro posizione sulla gestione dell’acqua e su queste Modifiche alla 23 bis; ‐premere a livello locale perché si convochino consigli comunali monotematici per dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”; ‐ed infine premere sui propri consigli comunali perché facciano la scelta dell’Azienda Pubblica Speciale a totale capitale pubblico: è l’unica strada che ci rimane per salvare l’acqua. Sarà solo partendo dal basso che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia. E’ in ballo la Vita perché l’Acqua è Vita!
9 novembre 1989 : cade il muro di Berlino
Novembre 8, 2009Per 28 anni, dal 1961 al 1989, il muro di Berlino ha tagliato in due non solo una città, ma un intero paese. Fu il simbolo delle divisione del mondo in una sfera americana e una sovietica, fu il simbolo più crudele della Guerra Fredda. Ma l’avvento di Mikail Gorbaciov e la perestroika invadono tutta l’Europa e anche in Germania Est le cose precipitano. La sera del 9 novembre un portavoce del governo della DDR annuncia una riforma molto ampia della legge sui viaggi all’estero, la gente di Berlino est la interpreta a modo suo: il muro doveva sparire. Migliaia di persone si riunirono all’est davanti al muro, ancora sorvegliato dai soldati, ma migliaia di persone stavano anche aspettando dall’altra parte del muro, all’ovest, con ansia e preoccupazione. Nell’incredibile confusione di quella notte, qualcuno, e ancora oggi non si sa esattamente chi sia stato, dette l’ordine ai soldati di ritirarsi e, tra lacrime ed abbracci, migliaia di persone dall’est e dall’ovest, scavalcando il muro, si incontrarono per la prima volta dopo 29 anni.
Sono passati 20 anni da quel giorno, e il giudizio su quel momento non può che essere contraddittorio. Alle enormi aspettativa sono seguiti anni difficili e pericolose involuzioni. La caduta del muro di Berlino e il crollo dell’impero sovietico hanno determinato la fine di un regime, a lungo una dittatura oppressiva, incapace di costruire un’alternativa alla democrazia affermatasi nello stesso periodo in Occidente. Ma il ventennio che ne è seguito e che oggi celebriamo, è carico di fallimenti sia politici che economici. Le diverse problematiche della globalizzazione non sono state affrontate adeguatamente, creando veri e propri drammi sociali e politici, ma anche conseguenze disastrose da un punto di vista culturale ed ambientale. Il nuovo disordine mondiale, succedutosi a quel mondo bipolare, che in qualche modo aveva un ordine e regole interne, ha creato un baratro tra i più deboli e i più forti, fossero questi ultimi, paesi, classi sociali o lobby di potere. La più che diffusa conflittualità, ha evidenziato l’incapacità degli organismi internazionale e delle cosidette superpotenze, di garantire la pace e contemporaneamente si sono sviluppati predomini di piccole oligarchie in molti paesi occidentali che hanno messo in crisi la democrazia favorendo al tempo stesso, come nel nostro paese, risposte populiste con segni autoritari.
Solo in quest’ultimo anno la vittoria democratica negli Stati Uniti con Obama ha ridato speranza a molti; quella speranza di pace e democrazia che si poteva leggere negli occhi pieni di lacrime dei cittadini berlinesi venti anni fa.

Pubblicato da stefanolanducci10
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