Ted Kennedy: Un guerriero felice

Agosto 29, 2009

Mercoledì si è spento a 77 anni Ted Kennedy, grande democratico, grande figlio della dinastia Kennedy così importante per la storia democratica del mondo! Con l’espressione del titolo, “guerriero felice ” l’ha ricordato oggi ai suoi funerali, il presidente Obama. Ed è con questa breve frase che il mio blog lo vuole ricordare.


Ringraziando Pisa Notizie che ci ha ” ascoltato” vi faccio gli auguri per vacanze rilassanti!

Agosto 3, 2009

“Laico, plurale e aperto: ecco il PD che vogliamo”

Si presenta anche a Pisa la “mozione Marino”. Tra i promotori molti giovani, ma anche esponenti noti come Gino Nunes e Stefano Landucci

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«Quella di Ignazio Marino è l’unica candidatura che può risollevare il PD». Non ha dubbi Samuele Agostini, il giovane coordinatore della mozione che sostiene il medico aspirante segretario del Partito Democratico. «Gli altri parlano ai militanti, ai tesserati», aggiunge, «noi parliamo al paese».

A presentare la “mozione Marino” interviene, nella conferenza stampa, una truppa di giovani e giovanissimi: oltre a Samuele Agostini, che è consigliere provinciale, ci sono Miro Berretta del circolo PD di Putignano, Ranieri Bizzarri del circolo universitario, Andrea Ferrante dell’esecutivo provinciale, Federico Russo di Cascina, Beatrice Coltelli e Nicola Panattoni di S. Giuliano, e tanti altri trentenni o quarantenni. Pochissimi, invece, i “capelli bianchi”. «Siamo orgogliosi di dare voce ai giovani», dice Agostini, «la nostra è una proposta politica che vuole valorizzare anzitutto l’innovazione, la novità».

Eppure – ci tengono a precisarlo, i promotori del “Comitato Marino” – a Pisa la mozione ha raccolto il consenso anche di uomini più “consumati”, con lunghe esperienze di partito o che hanno ricoperto ruoli importanti nelle amministrazioni pubbliche: così, per esempio, hanno aderito uomini come Gino Nunes (a lungo presidente della Provincia di Pisa e vicesindaco al Comune), Silvano Granchi (ex Sindaco di Ponsacco, poi consigliere provinciale, oggi coordinatore del “Tavolo Africa” della Regione Toscana), Ermanno Conti (il consigliere provinciale noto per aver presentato una mozione sul testamento biologico) o il consigliere comunale di Pisa Stefano Landucci.

Le proposte

I promotori presentano con orgoglio i contenuti della loro proposta politica.

Ci sono i temi – da sempre cari a Ignazio Marino – della laicità dello Stato, del testamento biologico, i diritti delle persone di disporre della propria vita. «Laicità», spiega Andrea Ferrante, «è sinonimo di libertà: essere laici non vuol dire contrastare la religione, ma al contrario garantire la libera espressione di tutti». E qualcuno ricorda che lo stesso Ignazio Marino è di fede cattolica.

Franceschini, intervenendo a Pisa, ha parlato di un “partito plurale”, che deve tenere insieme chi ha una sensibilità laica e chi invece – come l’esponente teodem Paola Binetti – si schiera più decisamente con le posizioni della Chiesa. Ma i sostenitori di Marino si arrabbiano con l’attuale segretario: «nessuno di noi vuole cacciare la Binetti», dicono, «semmai è la Binetti che vuole cacciare noi». Ed Ermanno Conti fa l’esempio del testamento biologico: «noi rispettiamo profondamente chi, per cultura e sensibilità religiosa, non vuole che siano interrotti i trattamenti in stato vegetativo permanente. Chiediamo semplicemente che siano rispettate anche altre culture e sensibilità, che ci sia libertà di scelta».

Ma la proposta Marino non si limita ai temi della laicità: è, invece, una proposta politica a tutto campo. Che parte dalla libertà, dai diritti dell’individuo, per affrontare tutti i nodi spinosi del paese: dall’immigrazione – su cui i sostenitori del medico chiedono un’opposizione più incisiva alle politiche repressive del Governo – alla crisi economica, che si può cominciare a risolvere – dicono – valorizzando il merito, l’innovazione tecnologica, la ricerca.

Una proposta “a tutto campo”, insomma: tanto che i suoi sostenitori si arrabbiano a sentir parlare di “terza candidatura”. «La nostra mozione», affermano con orgoglio, «sta raccogliendo consensi ovunque: se sarà la prima, la seconda o la terza lo decideranno gli elettori».

Il modello di partito

Quello ipotizzato dalla “mozione Marino” è un partito laico, plurale, aperto, che accoglie e tiene insieme iscritti e militanti di diversa estrazione e formazione politica.

La metafora è quella del “navigare”. «I tradizionali partiti politici del Novecento», spiegano i sostenitori di Marino, «erano un po’ come dei treni che correvano lungo i binari: il loro percorso era rigido, fissato una volta per tutte. Navigare significa guidare una nave in mezzo ai flutti del mare, correggendo la rotta ogni volta che è necessario».

E un punto di forza della proposta Marino è quella di accogliere le “doppie tessere”. Alla conferenza stampa di presentazione ci sono alcuni militanti del partito radicale – come Enrico Stampacchia – che intendono iscriversi al PD e sostenere la battaglia di Marino. «Le doppie tessere sono sinonimo di laicità», spiegano, «perché al partito si deve aderire per i programmi, non per le ideologie».

Una mozione “pisana”

I promotori del comitato pisano per Marino si dicono orgogliosi per il ruolo che hanno giocato a livello nazionale: l’idea di una “terza mozione”, diversa da quelle di Franceschini e di Bersani, è infatti partita proprio dalla nostra città. «Il gruppo di Pisa», spiega Miro Berretta, «è stato determinante nella definizione di questa candidatura».

«Abbiamo dato», aggiunge Ranieri Bizzarri, «un contributo decisivo anche nella stesura del programma di Marino: per esempio, viene da Pisa la proposta di una Agenzia Nazionale indipendente per il finanziamento della ricerca, che è contenuta nella piattaforma programmatica che sostiene Marino».

Ora, la mozione si prepara alla sua battaglia congressuale anche in provincia di Pisa. «Molti sono d’accordo con noi», dicono, «la scommessa è che escano allo scoperto, che ci sostengano apertamente».