Luglio 24, 2009
Bisogna mettersi in gioco, smettere di pensare che le cose non cambieranno. Esserci in tanti…non farlo è l’unico modo certo che condanna il Pd alla sconfitta. Ieri I. Marino, nel suo discorso di presentazione, ha esordito così…”noi siamo quelli che si mettono in gioco, perchè non è vero che le cose non cambieranno mai”.
Apertura – Merito – Coraggio – Protezione – Libertà….le cinque parole chiave del progetto di Ignazio Marino, vanno recuperate e rideclinate per il valore che hanno, un valore necessario innanzitutto per la rinascita del nostro paese.
Vi invito a leggere il discorso di ieri a Milano, è sul sito www.ignaziomarino.it
Qualcuno lo prenderà come il sogno di una notte di mezza estate….ma se siamo intanti non sarà solo un sogno! io ci credo!
3 Commenti |
Uncategorized |
Permalink
Pubblicato da stefanolanducci10
Luglio 15, 2009
Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai
pensato che un paese come
l’Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi
che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani
che vivono all’estero!), ora
ripetiamo sugli immigrati lo stesso trattamento, anzi peggiorandolo,
che noi italiani abbiamo subito
un po’ ovunque nel mondo.
Questa legge è stata votata sull’onda lunga di un razzismo e una
xenofobia crescente di cui la Lega è
la migliore espressione.
Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei
ricordare che criminali non sono
gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie
che obbligano le persone a
emigrare. Papa Giovanni XXIII nella Pacem in Terris ci ricorda che
emigrare è un diritto.
Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno
(i nostri immigrati non sono già
tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti,
norme restrittive sui
ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a
quattro anni per gli irregolari che non
rispettano l’ordine di espulsione ed infine la proibizione per una
donna clandestina che partorisce in
ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all’anagrafe.
Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando
per la legge Turco-
Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il
risultato di un mondo politico di
destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom
e mendicanti. Questa è una
cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell’esclusione e
dell’emarginazione.
«Questo rischia di svuotare dall’interno le garanzie costituzionali
erette 60 anni fa – così hanno
scritto nel loro appello gli antropologi italiani – contro il ritorno
di un fascismo che rivelò se stesso
nelle leggi razziali». Vorrei far notare che la nostra Costituzione è
stata scritta in buona parte da
esuli politici, rientrati in patria dopo l’esilio a causa del
fascismo. Per ben due volte la costituzione
italiana parla di diritto d’asilo, che il parlamento non ha mai
trasformato in legge.
E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di
essere cristiano: questa legge è
la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di
Nazareth. Chiedo alla Chiesa
Italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che
fa a pugni con i fondamenti
della fede cristiana.
Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della
disobbedienza civile. È l’invito che aveva
fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California) , quando nel
2006 si dibatteva negli Usa
una legge analoga dove si affermava che il clandestino è un criminale.
Nell’omelia del mercoledì
delle ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles ha
detto che, se quella legge fosse stata
approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale
diocesano la disobbedienza civile.
Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto.
Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato
ospite dei popoli d’Africa
per oltre vent’anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti
alle loro situazioni d’ingiustizia e
d’impoverimento.
Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a
Israele: «Non molesterai il
forestiero né l’opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra
d’Egitto» (Esodo 22,20).
3 Commenti |
Uncategorized |
Permalink
Pubblicato da stefanolanducci10