Quando le cose accadono a migliaia di Km ci si dimentica di tutto. Si mostra un imbarazzo che si avvicina all’emozione, ma nulla di più, davanti ai video che scorrono sui nostri computer e sui nostri televisori (meno a dire la verità…).
Davanti alle migliaia di persone che sfilano con i loro fiocchi verdi, per le strade di Teheran, il nostro silenzio è assordante, restiamo muti, drammaticamente muti, ad osservare l’orgoglio di giovani e meno giovani che chiedono democrazia ( concetto così bello e importante troppe volte calpestato anche da noi ); restiamo muti davanti ai corpi feriti o purtroppo ormai inerti, che ci chiedono non solo parole ma anche fatti. Mi fa paura il nostro silenzio, è un silenzio frutto del nostro tempo, incapace di scrollarsi l’apatia che lo determina; un’apatia che ci caratterizza ormai da anni, siamo troppo presi dai nostri egoismi, dalle nostre belle prospettive fatte sempre meno di valori e di ideali sui quali scommettere. Neanche gli occhi di Neda, 16 anni, in piazza contro i brogli, contro il regime, per la libertà e la democrazia, morta insieme ad altri amici nelle strade di Teheran ci da il coraggio di alzare la voce. Quella voce che manca anche ai nostri governi, troppo occupati in altre faccende o peggio ancora, troppo innammorati di un nemico sulla cui esistenza hanno costruita quella politica del terrore, del riarmo, della guerra, così necessari per la loro economia, per la loro sopravvivenza.
Giugno 24, 2009 alle 7:50 am |
bravo! non poteva mancare sul tuo blog un commento a questi fatti terribili………terribili come il silenzio di cui hai parlato…….