Il nostro silenzio assordante

Giugno 23, 2009

IRAN POST ELECTION PROTESTSQuando le cose accadono a migliaia di Km ci si dimentica di tutto. Si mostra un imbarazzo che si avvicina all’emozione, ma nulla di più,  davanti ai video che scorrono sui nostri computer e sui nostri televisori (meno a dire la verità…).

Davanti alle migliaia di persone che sfilano con i loro fiocchi verdi, per le strade di Teheran, il nostro silenzio è assordante, restiamo muti, drammaticamente muti, ad osservare l’orgoglio di giovani e meno giovani che chiedono democrazia ( concetto così bello e importante troppe volte calpestato anche da noi ); restiamo muti davanti ai corpi feriti o purtroppo ormai inerti, che ci chiedono non solo parole ma anche fatti. Mi fa paura il nostro silenzio, è un silenzio frutto del nostro tempo, incapace di scrollarsi l’apatia che lo determina; un’apatia che ci caratterizza ormai  da anni, siamo troppo presi dai nostri egoismi, dalle nostre belle prospettive fatte sempre meno di valori e di ideali sui quali scommettere. Neanche gli occhi di Neda, 16 anni, in piazza contro i brogli, contro il regime, per la libertà e la democrazia, morta insieme ad altri amici nelle strade di Teheran ci da il coraggio di alzare la voce. Quella voce che manca anche ai nostri governi, troppo occupati in altre faccende o peggio ancora, troppo innammorati di un nemico sulla cui esistenza hanno costruita quella politica del terrore, del riarmo, della guerra, così necessari per la loro economia, per la loro sopravvivenza.