E’ triste ritrovarmi a commentare un evento come quello di ieri, per chi come me, aveva per lunghi anni creduto in un progetto che fosse, sin dai tempi del Movimento per la Democrazia la Rete,passando dai comitati per l’Ulivo ed oggi…anzi ieri il Partito Democratico, la sintesi di culture che ancora oggi continuo a pensare, abbiano molte cose in comune.
Non c’è il fallimento del progetto del Partito democratico, così come è ingeneroso dire che è il fallimento solo del segretario, le colpe purtroppo sono di molti, e a parer mio iniziano con le Primarie, anzi con la scelta dei candidati alle primarie stesse; e qui sta il più grosso errore di Veltroni…aver accettato di essere il Candidato con la C maiuscola, appoggiato dai più ma che il giorno dopo le Primarie si sono subito divisi creando correnti e correntine…e sfibrando di conseguenza quella che doveva essere la sua maggioranza all’interno del partito.
Il rischio più preoccupante è che si ricostituisca un gruppo a sinistra che ingloba anche Vendola e uno al centro che si affianca a Casini…..distruggendo nei fatti quello che era il progetto di Prodi e del Partito Democratico da lui pensato andando verso quell’idea di D’Alema di un centro-sinistra, con quel fantomatico trattino…
Ora le responsabilità sono della cosiddetta classe dirigente e la responsabilità è talmente alta che visti i risultati ottenuti fino ad oggi non si può che essere pessimisti…chiudo con un invito che ho letto su un sito ma che mi piace molto.. ”Ai cosiddetti “leader” del PD, vorrei dire, se potessero ascoltarmi, di ricordarsi che stanno rappresentando parecchi milioni di persone insoddisfatte, ma serie, dignitose, che credono nel loro lavoro, nel paese e non vogliono mollare. Riappropriatevi della gente, andate in mezzo alla gente, parlate, ascoltate, non rinchiudetevi nei vostri ufficetti sulle vostre seggioline, o attorno a qualche tavolo a discutere per ore di strategie interne o a giocare a fare i politici”
Speriamo non cada nel vuoto….
Pubblicato da stefanolanducci10
“anche quando l’esule riesce rifarsi una vita, una famiglia, una prole, una patria, una nuova identità linguistica e culturale, egli non sfugge, non può mai sfuggire completamente al marchi del trauma iniziale.Può abituarsi a convivere con esso, può attutirlo, fingere di dimenticarlo, ma non potrà mai cancellarne del tutto il segno.” Enzo Bettiza, Esilio
Pubblicato da stefanolanducci10
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