Homeless a Porta a mare..
La questione che pone Bianca è seria e merita una considerazione approfondita. Conosco il problema perché il progetto di un centro per senza fissa dimora nel quartiere di Porta a mare non è cosa di oggi, ma aveva già avuto un suo inizio nella precedente legislatura.
Credo che esista, da una parte, la capacità di ogni città che si ritiene civile, di essere vicina a colui che vive quotidianamente ai margini della società. Dall’altra parte la voglia, il bisogno di conservare una normalità della vita quotidiana che oggi più che mai sentiamo attaccata e che genera paura.
Una paura che fa paura. Come abbiamo già scritto in questo blog, in una situazione di sempre maggiore povertà e insicurezza la paura dilaga, ma è “una paura che fa paura”. I dati ci assicurano che le paure legate alla sicurezza sono infondate, il tasso di scippi ma anche di omicidi è il più basso degli ultimi trent’anni, eppure l’88% degli italiani pensa che in Italia vi sia più criminalità rispetto a cinque anni fa. Questo è un dato nazionale ma proprio ieri al tg. locale sentivo i dati della questura che confermavano anche nella nostra città questo trend.
Ho scritto queste ultime considerazioni perché anche in questo caso la paura della paura rischia di non farci cogliere in pieno il significato delle cose.
Conosco abbastanza bene il quartiere per amicizie avute specialmente negli anni della scuola superiore…oggi come tutti i quartieri, anche porta a mare è cambiato non tanto in questo caso nella fisionomia quanto nella “velocità”, nel traffico. Non credo possiamo più parlare di “una piccola città per conto suo” ma di un quartiere che vive dinamicamente il rapporto con il resto della città.
Parlare di un dormitorio per senza fissa dimora non è certamente cosa semplice, ma proprio per la sua capacità di essere accogliente per la sua tradizione ad andare al di là delle forme, credo che Porta a mare sia più che capace di essere in prima fila in un progetto che da civiltà alla nostra città.
Il progetto in questione invito a vedere il sito www.progettohomeless.it , è tra le altre cose gestito da professionisti, persone che conosco e che stimo (Laura, Simone, Marco, Paola..), alcune addirittura che hanno iniziato con me più di 10 anni fa questo particolare lavoro e che oggi con rinnovato entusiasmo si apprestano a vivere questa nuova esperienza. Non c’è un luogo adatto e tutti i luoghi sono adatti, però credo che vedere il progetto homeless solo come un problema rischia di essere miope. Il progetto può essere anche una risorsa per il quartiere per la possibilità che il centro diventi un luogo di studio e di collaborazione con vari Enti, come in passato è successo con l’Università.
Come dice Martin Buber, teologo-filosofo ebreo, “ogni vita vera è incontro” e questo credo possa davvero valere in ogni circostanza anche per quanto riguarda gli abitanti di Porta a mare. Da parte mia, come amministratore, ci sarà sicuramente l’impegno a verificare che passo dopo passo l’integrazione e la valorizzazione della vita di tutti sia sempre al centro di ogni intervento.